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Albero della vita norreno

Albero della vita norreno

Portale Arte. Portale Mitologia. Portale Religioni. Estratto da " https: Simboli religiosi Temi iconografici. Categorie nascoste: Senza fonti - mitologia Senza fonti - gennaio Voci con codice GND Voci non biografiche con codici di controllo di autorità. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra. Twitter Facebook. Mi piace: Mi piace Caricamento One comment Sono alla ricerca di un albero che connetta la terra al cielo e viceversa. Rispondi Annulla risposta Scrivi qui il tuo commento Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso: Email obbligatorio L'indirizzo non verrà pubblicato.

Nome obbligatorio. Sito web. Pubblica su Annulla. Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Sotto la radice del frassino che si protende nel Niflheimr si trovano orribili serpenti, più di quanti immaginino gli stolti: Tutti questi mostri rodono incessantemente la radice del frassino. Uno scoiattolo che si chiama Ratatoskr corre su e giù lungo il tronco del frassino e riferisce doverosamente gli insulti che si scambiano tra loro l'aquila con il serpente.

Quattro cervi saltano tra i rami del frassino e ne mordono le foglie acuminate. In effetti, nessuna delle due traduzioni calca a pennello a questo mostro della mitologia norrena: Esso sorge nell'asse nel cosmo, le sue radici attingono alle sorgenti più antiche e profonde dell'universo e con i suoi rami sostiene e copre tutti i nove mondi. Nove mondi ricordo nove sostegni, e l'albero misuratore, eccelso che penetra la terra. Il brano è di ardua traduzione. In tutti i casi si tratta di una visione dell'universo riassunto nella sua stabilità e nella sua totalità Cox Dopodiché Snorri passa a descrivere le sorgenti a cui attingono le radici del frassino e le molte creature che dimorano tra le sue radici, tra i suoi rami e nella sua chioma.

Le fonti a cui esso attinge sono essenzialmente quelle sopra riportate: L'immagine di un albero sacro, anche se non necessariamente un albero cosmico, sembra un isomitema diffuso presso diversi popoli germanici. Molte fonti parlano di alberi oggetto di venerazioni e luogo di sacrifici umani, alberi posti accanto a templi o sorgenti. È il caso della colonna di? Truncum quoque ligni non parvae magnitudinis in altum erectum sub divo colebant, patria eum lingua Irminsul appellantes, quod Latine dicitur universalis columna, quasi sustinens omnia Grimm Un altro grande albero si levava vicino al tempio di Uppsala, come ci informa uno scolio ad Adamus Bremensis: Friedrich Wilhelm Heine Dunque, se l'immagine di un albero cosmico sembra diffusa tra molti popoli germanici, dove anzi è un elemento cosmologico di straordinaria importanza, bisogna ammettere che essa sembra stranamente assente dal resto delle mitologie europee.

La risposta è abbastanza semplice e condivisa dalla maggior parte degli studiosi. Se il mitema dell'albero cosmico è raro tra le popolazioni indoeuropee, esso è, al contrario, assai diffuso tra le genti uraliche e altaiche. L'immagine appartiene a una comune concezione sciamanica che troviamo attestata, a est, fino alla Siberia. L'albero cosmico è non solo l'asse che unisce cielo, terra e inferi, ma anche il tramite attraverso il quale lo sciamano è in grado di uscire dal nostro mondo per salire o scendere attraverso i molteplici livelli dell'essere.

Ora sembra assodato che in origine, le terre del nord Europa, dalla Russia alla Scandinavia, fossero occupate da genti di lingua ugrofinnica. I popoli indoeuropei giunsero in quelle ragioni soltanto a partire dal I millennio a. Nel corso dei secoli i Germani si sarebbero insediati nel sud della Svezia e lungo tutta la costa sudoccidentale della Norvegia, contendendo le regioni interne e settentrionali ai Finni, che vi erano ancora stabilmente insediati fino a tempi piuttosto recenti. Non vi è nulla di strano se, fin dall'epoca della sua formazione, la mitologia germanica settentrionale abbia inglobato molte idee di matrice finnica.

Gli studiosi hanno puntualmente fatto notare molti elementi di sciamanesimo nella religione scandinava, che sembrano attingere al mondo uraloaltaico. Una fauna non sempre benevola che, anzi, a tratti sembra quasi minacciare la stabilità e l'integrità del grande albero. Le fonti sapienziali norrene si dilungano a enumerare tutte queste creature, di cui vengono dati i nomi e spiegata la natura.

Ci sono poi i cervi, quattro che i più alti ramoscelli? Anche Snorri riferisce di queste creature Gylfaginning [16] , che trae dalla medesima fonte aggiungendo ancora qualche dettaglio: Insieme con il frassino, questi esseri formano un'immagine mitica di straordinaria antichità che troviamo attestata in molte e diverse tradizioni, fin dalle epoche più remote. Il parallelo con la fauna del frassino Yggdrasill è evidente. Peccato che, a parte tracciare una vaga omologia, non si possa fare di più. Il parallelo sumerico non ci illumina sul motivo germanico, e viceversa. Anche l'immagine biblica dell'albero della conoscenza del bene e del male, con il serpente che gli scivola accanto, ha certamente più di un debito con il medesimo mitema; effettivamente qui manca l'aquila, ma si possono chiamare in causa i serafini con le spade fiammeggianti che si ergono a guardia dell'albero della vita.

D'altronde la diffusione di tale mitema sembra essere universale. Lo ritroviamo attestato persino in America: Queste sono indicazioni di un simbolismo remotissimo, risalente con ogni probabilità alle origini stesse della cultura umana e che, in un modo o nell'altro, è stato ereditato in maniera diversa dalle diverse culture. Non sappiamo, e certamente non sapremo mai, cosa simboleggiassero in origine questi animali, perché troviamo proprio un serpente tra la radici dell'albero simbolo di immortalità?

Le rappresentazioni grafiche del frassino Yggdrasill hanno sempre qualcosa di goffo. Gli illustratori si trovano invariabilmente a disagio nel rappresentare quel tronco che attraversa il cosmo, quegli immensi rami che coprono i cieli, le tre radici che raggiungono gli opposti angoli dell'universo e naturalmente tutta la strana fauna — cervi e capre, aquile e serpenti — insediata a tutti i livelli del grande frassino, brucando, rodendo e divorando.

L'impressione è che Yggdrasill sia la figurazione, in forma dendrica, di qualche antica concezione cosmologica. I vari elementi di questo mitema arboreo, i dettagli curiosi della strana fauna che lo affolla e certe notazioni quasi inesplicabili, come il motivo delle tre radici che si diramano in tre direzioni diverse per attingere ad altrettante sorgenti primordiali, non sembrano delle aggiunte stravaganti, ma suggeriscono la presenza di idee assai meditate sull'universo e le forze che lo governano. Il frassino Yggdrasill , nella sua geometria, obbedisce a qualche tipo di logica interna che non è soltanto quella di un albero grande quanto l'universo, ma di un supporto cosmologico, rappresentato in forma di albero, che avvolge, racchiude e fornisce all'universo una struttura.

La chiave che ci permette di decifrare questa imponente visione cosmologica è andata perduta, anche se molti elementi possono tuttora suggerirci una serie di idee complesse e avvincenti. Esaminiamo il motivo delle tre radici e diamo un'occhiata ai testi. Tre radici si estendono in tre direzioni sotto il frassino Yggdrasill ; Hel sotto l'una dimora, sotto l'altra i giganti di brina, sotto la terza gli esseri umani. La prima differenza tra i due testi, com'è evidente, è relativa ai luoghi dove le tre radici sono dirette. Ma non bisogna commettere l'errore di considerare le distinzioni tra le due fonti come sostanziali divergenze geografiche: È evidente che le tre radici si dirigono in tre direzioni che non sono quelle della terra, quanto piuttosto tre distinte manifestazioni dell'essere: Il problema è piuttosto disegnare un albero le cui tre radici vadano in direzioni tanto bizzarre.

MITOLOGIA NORRENA, PARTE SECONDA: I NOVE MONDI. | Norvegiani

Nella mitologia norrena, si ritiene che l' asse dell' universo è un' enorme frassino. Questo albero, collegamenti "yggdrasill, i mondi di asgard (where the Gods. L'albero della vita veniva chiamato dagli antichi Celti crann bethadh e credevano che Yggdrasil, albero della vita nella mitologia norrena. Yggdrasill, “l'albero della vita“: uno degli elementi più noti della t-shirt ma come viene descritto questo imponente frassino nei testi norreni?. Parche della mitologia greca, tessendo la trama della vita di uomini e Dèi. Oltre agli abitanti dei Nove Mondi l'albero offre riparo a molti esseri, che lo È utile sottolineare che, nella mitologia norrena, la divisione tra caos. Yggdrasil, ricostruzione moderna dell'albero del Mondo norreno. L'Albero del Mondo (o Albero sefirotico, Albero del Centro, Albero di vita a seconda delle. Yggdrasill [ˈygˌdrasilː], nella mitologia norrena, è l'albero cosmico, l'albero del mondo. è fonte della vita, delle acque eterne, è l'albero che dà la vita;; è fonte del sapere, è all'origine della sapienza di Óðinn;; è fonte del destino. Yggdrasil, l'Albero della Vita, non è solo uno dei più importanti simboli vichinghi e norreni, ma un elemento importante della stessa fede.

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